Cronachette praghesi (Tracce, 1990)

Lettera a Seifert

Fianco a fianco percorriamo itinerari insoliti
piste desuete agli indiscreti occhi di chi è straniero.
I tuoi versi risuonano come tamburi
nelle mie orecchie svagate e dei tuoi amici poeti
che tu hai amato, che io ora amo.
È vero che la vita sfugge come l’acqua tra le dita
prima ancora ch’io possa placare la mia sete.
È vero che la vita fugge come l’acua tra le dita
prima ancora ch’io possa placare la mia sete.
È vero che non amano gli anni gli amori eterni
e i lunghi sogni che vengono al mattino rapidamente
svaniscono. È vero che sono i poeti a portare in tasca
le chiavi del mondo e pur se non s’intendono di leggi
sanno d’essere stati condannati a vita.
È vero. È vero. Tutto quello che dici è vero.
Ma dimmi, tu che sei stato il più incantato cantore
di questa maledetta voliera di Boemia, dimmi
dove cercare i seni dolci che sanno di mughetto,
e i cherubini, e i gelsomini, e le clessidre, le nuvolette,
i merletti e tutte le cose tue leggere e vaganti.
Ha una doppia vita questa bellissima donna capricciosa
e ogni giorno inventa, occulta, si trasforma,
incenerisce, faville sprizza, fino a quasi sprofondare
nell’abisso o a toccare le vette della luce.

Cronachette praghesi (Tracce, 1990)